Copertine lesbo inspired come se piovesse

Dopo essere apparsa sulla copertina di Vanity Fair Usa, come raccontavo qui ( e ora la stessa intervista nella versione italiana della rivista ma con un titolo urendo, tanto per cambiare , si può dire?) altri due servizi fotografici che ritraggono la nostra eroina preferita.

E’ uscita un’anticipazione delle foto che appariranno nel numero di V magazine di marzo 2013 che ritraggono Kate Moss in alcune pose ‘lesbo inspired’ (sai che novità…) in compagnia di Rihanna.

Rihanna e Kate Moss per V Magazine

Stessa storia per la copertina del patinatissimo “Interview” con una languida Kate Moss che giace di fianco all’amica di sempre Naomi Cambpell.

Qui sono le due modelle che si confidano l’una all’altra, proprio come quell’altro servizio (a mio parere sdolcinato e parecchio irrilevante) di Nicole Kidman e Jennifer Aniston per Harper’s Bazar  .

 

 

Certo che un pò di fantasia in più non sarebbe guastata.

 

 

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Si stava meglio quando c’era Milano-Roma?

 

E quanto si fumava bene.

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Carla Bruni su Vogue Paris

Carla Bruni

 

 

I giornali si sono già scatenati con improbabili confronti del prima e dopo makeover/photoshop da copertina (si aspettano forse che la copertina di una delle principali riviste esistenti pubblichi in copertina una foto ‘nature’?).

Dopo la copertina con Charlotte Casiraghi, tanto voluta da Carinne Rotfield ma realizzata da Emanuelle Alt attuale editor-in-chief di Vogue Paris, ecco un altro colpaccio della testata francese che sta seguendo per molti versi la linea editoriale di Vogue Usa, dove già da anni la copertina è dedicata ai personaggi femminili di spicco del mondo del cinema, musica etc .

 

Vogue Italia invece rimane più puro e duro. Chi avrà ragione?

 

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Kate Moss.

To share happiness is the very noblest thing human beings can aspire to

In 25 anni di attività di modella Kate Moss  è stata ampiamente fotografata sia in quanto modella che in quanto reale punto di interesse.

E in questi 25 anni l’abbiamo letteralmente ‘vista vivere’ senza sentirla parlare poi tanto (quando parla è se possibile ancora meglio che in foto).

Vi consiglio di leggere quest’ intervista di Vanity Fair Us di cui hanno ampiamente parlato anche i giornali nostrani (di cui la storia del tatuaggio dell’artista Freud che vale milioni).

L’intervista è rilasciata in occasione dell’uscita del libro  “Kate Moss” edito da Rizzoli, che ho già sfogliato di soppiatto alla Feltrinelli.

Kate Moss – Rizzoli

Non si tratta del solito libro sullo stile di Kate. Si tratta di un bellissimo Table Book di fotografie dove tutte le foto hanno un denominatore comune che anziché essere l’artista, oppure la corrente, il periodo ecc è il soggetto. Kate Moss.

Ci sono molte foto che non avrete mai visto, alcune molto molto suggestive. E’ un piccolo capolavoro.

Perché? Perché Kate Moss è la madeleine vivente di un’epoca ancora vicinissima ma non attuale, di uno stile di vita che probabilmente ancora esiste, ma è raro e circoscritto.

Vi trascrivo (per chi non avesse voglia di leggersi le 6 pagine dell’intervista integrale che comunque consiglio vivamente) alcuni passaggi tratti dall’articolo di Vanity Fair.

FACE – 1990 – THE 3rd SUMMER OF LOVE

“When I see these Face pictures, I see Lila. I love that.”

“The 3rd Summer of Love”—a classic statement of the anti-glamorous grunge style, of which Day was a founding artist.

GRUNGE

Marc Jacobs. Two years later he nailed the grunge aesthetic with a famous show in New York, with Moss as a model, for which he got fired by Perry Ellis but earned fashion immortality.

Kate Moss – Perry Ellis by Marc Jacobs catwalk – SS 1993

VOGUE UK 1993 – 

“If it had been a girl with bigger breasts than mine, and what they’d expect to be a lingerie model, then it wouldn’t have been shocking at all. Because it was shot on a teenage girl, they said it was outrageous, pedophilia. Ridiculous. I must have been 19. I’m standing in my underwear. Really controversial.”

VOGUE UK 1993

VOGUE UK 1993

Moss was tagged with “heroin chic” as well as anorexia. “I had never even taken heroin—it was nothing to do with me at all”

Kate Moss - Vogue UK 1993

Vogue UK 1993

LOVE part.1 – Mario Sorrenti

She fell in love with Mario Sorrenti, one of the new wave of photographers, which helped, but they were often separated. He would be in London while she was in New York, where she stayed with his mother, Francesca.

Mario Sorrenti – Foto di Kate Moss

SKINNY –

Nobody took you out for lunch when I started. Carla Bruni took me out for lunch once. She was really nice. Otherwise, you don’t get fed. But I was never anorexic.

Kate Moss Carla Bruni

Kate Moss Carla Bruni

LOVE part.2 – Johnny Depp

In New York, in the 90s, Kate Moss and Johnny Depp lived in a building on Waverly Place, where Carolyn Bessette, John Kennedy Jr.’s then girlfriend, lived downstairs.

Kate Moss Johnny Depp – Annie Leibovitz

A tribal area was staked out by James Brown, Jen Ramey, the casting director Jess Hallett, and Lucie de la Falaise, the wife of Marlon Richards, who is the son of Keith Richards and Anita Pallenberg.

Being MOSSED – Let’s just have fun

Amanda Harlech compares Moss to Daisy in The Great Gatsby, “but without the heartlessness. It was ‘Oh, come on, let’s have fun. Let’s just have fun.’ And that’s not frivolous, actually. To share happiness is the very noblest thing human beings can aspire to.”

“She got Mossed,” says Moss. “People that don’t know me get Mossed. It means, I was gonna go home, but then I just got led astray. In the best possible way, of course. I mean, it’s always fun, and a good time.”

“I remember phoning downstairs,” says Hallett, “and saying, ‘Can we have an alarm call for seven A.M., please?’ They said, ‘That’s in five minutes, madam.’

Qui sotto la foto che preferisco, ritrae Kate Moss abbracciata ad un Lucien Freud malato che di li a poco sarebbe mancato.

Kate Moss, Lucien Freud

Tenetevi pronti perché Lila Grace sta crescendo.

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Grassa e felice sarà poi vero?

Oggi ta-daaan il corriere.it pubblica questa cosa

Dice: «A questo punto della mia vita sono felice del corpo che ho – confessa -. All’inizio della carriera ho combattuto col fatto che odiavo essere troppo sottile… non mi sentivo a mio posto nella mia pelle. Ho sempre apprezzato le donne con curve e sedere perché mi sono sempre sembrate sexy. Adesso che ho le curve mi sento finalmente a mio agio»

Voi ci credete?

E’ come quella mollata-dal-tipo-che-adorava che dice agli amici (di lui) che no non ci pensa più e che  preferisce essere single.

La cosa più divertente la fa sempre il corriere (sezione immagini che preferisco al mondo), ecco qui:

Christina Aguilera TUTTA CURVY??? Ma fate sul serio? Una gallery col titolo Christina Aguilera prima e dopo, oppure Christina Aguilera all’evento x, oppure Christina Aguilera e basta no? TUTTA CURVY?

Qui invece la foto pubblicata dal The Sun (stronzissimi) che rende l’idea della gravità della situazione.

Ma ora, capite, non può essere vero che una persona (non parlo di un indigena dell’entroterra australiano ma di una persona nata e cresciuta in occidente che di mestiere fa la pop star ) preferisca essere come qua sopra rispetto a come qui sotto?

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My story is much too sad to be told

But practically everything leaves me totally cold.

E’ l’inizio di “I get a kick out of you” di Cole Porter. Ma non è questo il punto.

Il punto sono le canzoni che conosco e che  dovrò rimettere in ordine prima o poi su questo pc.

C’è una canzone per tutto. Tu dimmi un argomento più o meno articolato e io ti trovo la canzone giusta per quella roba li.

E nei momenti decisivi quando succede davvero qualcosa che poi uno si ricorda per un motivo o per l’altro io tac mi viene in mente la canzone che c’entra con quella cosa li tipo soundtrack.

E come me ce ne sono tantissimi e tutti quelli che sono ossessionati da qualcosa, ma soprattutto con la musica, sono convinti di conoscere loro le cose più belle o le più sconosciute-e-fantastiche eccetera. Tant’è che poi parli con qualcuno che (oh!) pure lui a-d-o-r-a i Doves o anche i Mazzy Star e pensa un pò anche gli Elbow (wow). Quando lo conosci diventa tuo amico se ha ancora i brufoli e una certa tendenza ad emozionarsi a prescindere e diventa invece quello per cui perdere più avanti la testa se è quel genere di ragazzo che prepara cd bellissimi ma peccato che lo faccia poi con altre tre o quattro contemporaneamente. Ma dopotutto noi non siamo “Jealous” come il tipo di  Sinead O’Connor e “I did not believe the information I just had to trust imagination” come dice Peter .

E insomma c’è stato il ventennio anni ’80 e anni ’90 che è stato il ventennio della musica. La musica era proprio la cosa numero uno. Comprare un CD era un’esperienza gratificante, per non parlare del culo che hanno avuto i primi fortunati possessori di masterizzatore (ma qui è un capitolo a parte).

In pratica erano gli anni in cui una buona reputazione musicale era uno dei principali elementi di fitness inteso come successo riproduttivo. Era, se non l’arma principale, una delle armi a disposizione di un qualsiasi adolescente x per la conquista delle femmine. Le ragazze scrivevano lettere, i maschi facevano compilation.

Questi di seguito sono i cd che praticamente tutti i nati nei primi anni ottanta (di media e non tamarra educazione musicale) hanno, se non posseduto in vista sulla mensola sopra il letto singolo della cameretta, almeno avuto nella tasca superiore dello zaino per darlo indietro al legittimo proprietario, persona di solito molto ottimista perché si sa che i cd come i libri raramente tornano indietro (soprattutto se non hanno colpito perché proprio per questo motivo uno si dimentica di averli ancora) :  MTV Unplugged dei Nirvana, So far so good di Bryan Adams, Bury the hatchet dei The Cranberries, i vari Jovanotti e Carboni, Californication di Red Hot Chili Peppers, The Score dei Fugees ma  anche The Miseducation of Lauryn Hill, Left of the Middle di Natalie Imbruglia, Play di Moby, Ok Computer di Radiohead, “The fat of the land” dei Prodigy, Colonna sonora di Forrest Gump e via dicendo.

Cos’è cambiato? Che MTV (che Dio la benedica che trasmette Girls, telefilm stupendo) non se lo caga più nessuno.

E’ molto più probabile incrociare per strada una ragazza che dice a un’altra ragazza “oh, hai visto il pantalone cerato con le borchie bordeaux da zara” piuttosto che “Oh hai sentito l’ultimo album dei Killers?”.

In pratica quella che era prima la reputazione musicale per beccare è diventata (per mille) la reputazione fashion delle ragazzine per beccare o per semplicemente far vedere ad altre ragazze che sono meglio. Che poi è un pò quello che facciamo tutti nella vita come attività principale, far vedere che noi siamo meglio. Ed è tremendamente odioso generalizzare così ma almeno un pò questa moda di cui tutti parliamo su questi blog tutti i santi giorni sotto mille prospettive diverse e gratis ha coperto e sta coprendo degli spazi di quotidianità che prima erano rivolti ad altro e non è che sia giusto o sbagliato è semplicemente un dato di fatto e ben venga in un paese come il nostro dove si producono più belle borse che belle canzoni.

Detto ciò vi consiglio due blog (che probabilmente conoscete già) che parlano (e bene) di musica; sono http://latuafottuta.wordpress.com/ e Indie For Bunnies che è un vero è proprio sito più che un blog.

Prima di andare un’unica domanda, ma anche a voi da fastidio questa cosa che qualsiasi canzone che non sia chiaramente pop oppure chiaramente rock sia necessariamente indie? Sono tutti gruppi Indie?

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