Si stava meglio quando c’era Milano-Roma?

 

E quanto si fumava bene.

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Carla Bruni su Vogue Paris

Carla Bruni

 

 

I giornali si sono già scatenati con improbabili confronti del prima e dopo makeover/photoshop da copertina (si aspettano forse che la copertina di una delle principali riviste esistenti pubblichi in copertina una foto ‘nature’?).

Dopo la copertina con Charlotte Casiraghi, tanto voluta da Carinne Rotfield ma realizzata da Emanuelle Alt attuale editor-in-chief di Vogue Paris, ecco un altro colpaccio della testata francese che sta seguendo per molti versi la linea editoriale di Vogue Usa, dove già da anni la copertina è dedicata ai personaggi femminili di spicco del mondo del cinema, musica etc .

 

Vogue Italia invece rimane più puro e duro. Chi avrà ragione?

 

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Kate Moss.

To share happiness is the very noblest thing human beings can aspire to

In 25 anni di attività di modella Kate Moss  è stata ampiamente fotografata sia in quanto modella che in quanto reale punto di interesse.

E in questi 25 anni l’abbiamo letteralmente ‘vista vivere’ senza sentirla parlare poi tanto (quando parla è se possibile ancora meglio che in foto).

Vi consiglio di leggere quest’ intervista di Vanity Fair Us di cui hanno ampiamente parlato anche i giornali nostrani (di cui la storia del tatuaggio dell’artista Freud che vale milioni).

L’intervista è rilasciata in occasione dell’uscita del libro  “Kate Moss” edito da Rizzoli, che ho già sfogliato di soppiatto alla Feltrinelli.

Kate Moss – Rizzoli

Non si tratta del solito libro sullo stile di Kate. Si tratta di un bellissimo Table Book di fotografie dove tutte le foto hanno un denominatore comune che anziché essere l’artista, oppure la corrente, il periodo ecc è il soggetto. Kate Moss.

Ci sono molte foto che non avrete mai visto, alcune molto molto suggestive. E’ un piccolo capolavoro.

Perché? Perché Kate Moss è la madeleine vivente di un’epoca ancora vicinissima ma non attuale, di uno stile di vita che probabilmente ancora esiste, ma è raro e circoscritto.

Vi trascrivo (per chi non avesse voglia di leggersi le 6 pagine dell’intervista integrale che comunque consiglio vivamente) alcuni passaggi tratti dall’articolo di Vanity Fair.

FACE – 1990 – THE 3rd SUMMER OF LOVE

“When I see these Face pictures, I see Lila. I love that.”

“The 3rd Summer of Love”—a classic statement of the anti-glamorous grunge style, of which Day was a founding artist.

GRUNGE

Marc Jacobs. Two years later he nailed the grunge aesthetic with a famous show in New York, with Moss as a model, for which he got fired by Perry Ellis but earned fashion immortality.

Kate Moss – Perry Ellis by Marc Jacobs catwalk – SS 1993

VOGUE UK 1993 – 

“If it had been a girl with bigger breasts than mine, and what they’d expect to be a lingerie model, then it wouldn’t have been shocking at all. Because it was shot on a teenage girl, they said it was outrageous, pedophilia. Ridiculous. I must have been 19. I’m standing in my underwear. Really controversial.”

VOGUE UK 1993

VOGUE UK 1993

Moss was tagged with “heroin chic” as well as anorexia. “I had never even taken heroin—it was nothing to do with me at all”

Kate Moss - Vogue UK 1993

Vogue UK 1993

LOVE part.1 – Mario Sorrenti

She fell in love with Mario Sorrenti, one of the new wave of photographers, which helped, but they were often separated. He would be in London while she was in New York, where she stayed with his mother, Francesca.

Mario Sorrenti – Foto di Kate Moss

SKINNY –

Nobody took you out for lunch when I started. Carla Bruni took me out for lunch once. She was really nice. Otherwise, you don’t get fed. But I was never anorexic.

Kate Moss Carla Bruni

Kate Moss Carla Bruni

LOVE part.2 – Johnny Depp

In New York, in the 90s, Kate Moss and Johnny Depp lived in a building on Waverly Place, where Carolyn Bessette, John Kennedy Jr.’s then girlfriend, lived downstairs.

Kate Moss Johnny Depp – Annie Leibovitz

A tribal area was staked out by James Brown, Jen Ramey, the casting director Jess Hallett, and Lucie de la Falaise, the wife of Marlon Richards, who is the son of Keith Richards and Anita Pallenberg.

Being MOSSED – Let’s just have fun

Amanda Harlech compares Moss to Daisy in The Great Gatsby, “but without the heartlessness. It was ‘Oh, come on, let’s have fun. Let’s just have fun.’ And that’s not frivolous, actually. To share happiness is the very noblest thing human beings can aspire to.”

“She got Mossed,” says Moss. “People that don’t know me get Mossed. It means, I was gonna go home, but then I just got led astray. In the best possible way, of course. I mean, it’s always fun, and a good time.”

“I remember phoning downstairs,” says Hallett, “and saying, ‘Can we have an alarm call for seven A.M., please?’ They said, ‘That’s in five minutes, madam.’

Qui sotto la foto che preferisco, ritrae Kate Moss abbracciata ad un Lucien Freud malato che di li a poco sarebbe mancato.

Kate Moss, Lucien Freud

Tenetevi pronti perché Lila Grace sta crescendo.

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Grassa e felice sarà poi vero?

Oggi ta-daaan il corriere.it pubblica questa cosa

Dice: «A questo punto della mia vita sono felice del corpo che ho – confessa -. All’inizio della carriera ho combattuto col fatto che odiavo essere troppo sottile… non mi sentivo a mio posto nella mia pelle. Ho sempre apprezzato le donne con curve e sedere perché mi sono sempre sembrate sexy. Adesso che ho le curve mi sento finalmente a mio agio»

Voi ci credete?

E’ come quella mollata-dal-tipo-che-adorava che dice agli amici (di lui) che no non ci pensa più e che  preferisce essere single.

La cosa più divertente la fa sempre il corriere (sezione immagini che preferisco al mondo), ecco qui:

Christina Aguilera TUTTA CURVY??? Ma fate sul serio? Una gallery col titolo Christina Aguilera prima e dopo, oppure Christina Aguilera all’evento x, oppure Christina Aguilera e basta no? TUTTA CURVY?

Qui invece la foto pubblicata dal The Sun (stronzissimi) che rende l’idea della gravità della situazione.

Ma ora, capite, non può essere vero che una persona (non parlo di un indigena dell’entroterra australiano ma di una persona nata e cresciuta in occidente che di mestiere fa la pop star ) preferisca essere come qua sopra rispetto a come qui sotto?

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Niente di nuovo sotto a ‘sto sole

E c’era Edie Sedgwick e non devo venirvelo a dire io che sapete già, quella figa e di buona famiglia (cose che spesso vanno di pari passo) che va a New York e diventa la musa di Andy Warhol (che poi Warhol con una e in più diventa  guerra del buco e ci starebbe tutto, sotto parecchi punti di vista) e musa in tempi in cui aveva un senso dirlo (non Woody Allen e Scarlett Johansson per intenderci). Lei supremissima in ogni momento e lui viscido e creativo e pazzo come pochi e anche lucidissimo come pochissimi e sopravvalutato (insomma che se ce l’hai in rubrica e lui pure ha in rubrica te, puoi iniziare a tirartela, come poche),che poi fanno un casino di film e altre cose (non sesso per ovvi motivi) insieme e lei lancia un casino di mode, il trucco degli occhi marcatissimo, la calzamaglia senza niente sopra, le cose pelose, gli occhiali enormi eccetera.

Edie Sedgwick

Tra le tante cose che fanno insieme c’è un film che si chiama Ciao!Manhattan dove lei era messa  male per via dell’eroina (si fa per dire). Era nel periodo in cui era perennemente fatta e pesava due chili due, proprio come Kate Moss a Glastonbury per intenderci. Cose da vendere tranquillamente un rene.

Kate Moss a Glastonbury

Tutta questa cosa noiosa per dire che no, non si stanno inventando niente da almeno trent’anni, nemmeno questa Kate qui. E quando dico inventare non dico inventare tout court, ma anche rivisitare, avere fiuto e si, chiaro che è meglio di noi, ma dopotutto meglio di noi per molti versi lo è pure Paola Barale.

Qui sotto un video che qualcuno ha pensato bene di mettere su con la musica dei Pixies con qualche immagine tratta da Ciao!Manhattan  e poi ditemi se ha un senso che ci sia stato un domani.

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Dimenticarle tutte perché ne succede di ogni

Mi sono quasi dimenticata tutti i titoli di quelle canzoni da tirare giù, questa no.

Poi pensavo al fatto che la Lennox ha una figlia, Tali Lennox  che fa la modella e che nella vita quindi è una che è figlia di una famosissima pop star e poi è bellissima e viaggia un casino e fa morire di invidia una serie di ragazze che fino a due secondi prima di incontrarla si sentivano delle fighe giusto perché in un aeroporto, chissà se ecco la figlia di Annie si ascolta Honestly con una malinconia qualsiasi.

Vuoi che una come lei abbia la malinconia come la nostra?

Poi, voglio dire, a sapere che esiste qualcun’altra al mondo e che non fa mica la sua vita, che non è come lei, pensa la desolazione che deve provare, onestamente, all’idea che esista qualcuno con una vita ordinaria e pure grata anche solo di esistere, come la nostra.

Una fermata del treno in campagna, chissà che vita di merda. Ma noi lo sappiamo, vero, che anche li ne succede di ogni (come ad Arcore)?

Tali Lennox

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