Archivio mensile:aprile 2012

Natalia Vodianova e il dono della sintesi.

Leggo su Skinny Vs. Curvy questa dichiarazione di Natalia Vodianova che è fondamentalmente la mia top model preferita di tutti i tempi (e potrebbe rimanerlo per sempre) per una serie di motivi tra cui questo qua sotto:

Natalia Vodianova

Natalia Vodianova

Dice : “C’mon guys, you know it’s better to be skinny than to be fat”  e anche  “If I eat like a pig, I am going to feel like a pig. Sometimes I have a huge, delicious five-star dinner with my grandparents with seven courses. In the morning you wake up and you feel like [bleep]. If I feel like that, okay, I am not going to be able to feel good about myself.”

Ecco una sua intervista di tre anni fa per Vogue dove si racconta.

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Da piccola ero un maschiaccio

Poi sono diventata la figa che potete vedere.

Io m’immagino l’agente che fa “Tu nel dubbio quando non sai che rispondere di che eri un maschiaccio. Funziona sempre”

Ora copio e incollo dichiarazioni di alcune donne più o meno famose.

Margareth Madé

D:Era già bellissima, la più bella della classe?

R: «Noooo! Mi sentivo una giraffa, alta, magra, piatta in mezzo a tutte le mie compagne con quelle belle forme mediterranee. Nelle foto di classe mi distinguevo sempre, avevo la sensazione di essere brutta, diversa, per niente femminile».

Margareth Madé

Gisele Bündchen

La sua poteva essere la storia di una modella come tante: la ragazzina brava a giocare a pallavolo, che tutti chiamano Olivia perché è alta e magra e che, in gita a San Paolo con le amiche, viene fermata per strada da un talent scout con l’occhio lungo, capace di vedere, dietro quelle ossa fuori scala per una quattordicenne e quel naso con carattere («Odiavo il mio naso, mi sembrava enorme»), una potenzialità da non lasciarsi scappare.

Gisele Bündchen

Gisele Bündchen

Laura Torrisi

Ti hanno definita una modella dal carattere di un maschiaccio..

Laura Torrisi : “Sono stata un maschietto mancato, è la verità, ho l’animo da maschiaccio, mi piacciono gli sport estremi, maschili”.

Laura Torrisi

Laura Torrisi

Jennifer Lawrence

D: “Eppure sembra un tipo deciso e forte. Era così già da bambina?”

R: “Sono nata e cresciuta a Louisville, nel Kentucky. Sono mezza cittadina e mezza campagnola: vicino a casa avevamo una fattoria con molti animali. Da piccola sì, ero molto determinata, quasi testarda. Ho due fratelli maggiori, ma non sono mai stata trattata come la piccolina da proteggere. Anzi, ero un maschiaccio: correvo, saltavo, non stavo mai ferma e adoravo i cavalli”.

Jennifer Lawrence

Jennifer Lawrence

Laura Barriales

“Sono un’ante – seduttrice. Con gli uomini sono un maschiaccio. Per questo piaccio molto anche alle donne”

Laura Barriales

Laura Barriales

Natasha Stefanenko

“Ero abbastanza maschiaccio, questo anche grazie a mio padre, che sin da bambina mi diceva che avrei dovuto difendermi da sola, perché nel momento del bisogno lui non ci sarebbe stato. Ricordo un episodio in particolare: andavo all’asilo e una bambina mi offese, quando lo dissi a mio padre lui mi rispose “Non è un mio problema, questo è un tuo problema. Se sei sicura di avere ragione rispondi o con le parole o fisicamente”. Rimasi spiazzata di fronte a tale risposta, ma a lungo andare mi resi conto che mio padre aveva agito bene. Non mi aspetto mai l’aiuto di nessuno e questo è servito a farmi diventare più forte”.

Mélanie Thierry

D: “Come definirebbe il suo stile?”

R: “Io sono un piccolo maschiaccio. Che però ogni tanto si mette i tacchi alti e cambia di sovente. Posso amare i pizzi di Dolce & Gabbana insieme a qualche capo vintage. Anche se alla fine io sono una donna Isabel Marant: adoro troppo il suo stile”.

Mélanie Thierry

Mélanie Thierry

Keira Knightley (bhe Oddio…)

“Da piccola ero una maschiaccio, non ho indossato gonne fino ai 14 anni. Le odiavo. Invece amo le camicie da uomo”, ha svelato la star, che adesso indossa gli abiti più belli e costosi che siano mai stati creati … un bel cambiamento, non trovate?

Claudia Cardinale

D: “Ci vuole anche un gran carattere per farcela. Si dice che lei metteva in riga chiunque, è vero?”

R: “Ero una pazza, un maschiaccio, facevo a botte con i maschi e prendevo i treni in corsa solo per dimostrare che le donne sono più forti. Il mio credo è sempre stato: se vuoi, puoi. Vale anche ora, è quello che in questi anni mi fa spesso rischiare con opere prime. Lavoro soprattutto con gli esordienti, a maggior ragione in questi anni in cui nel cinema ci sono pochi soldi. Per me è fondamentale la sceneggiatura. Se l’apprezzo, poi, devo incontrare il regista: è il suo sguardo che mi deve convincere, la sua fiducia nel progetto e quella che suscita lui in me”.

Claudia Cardinale

Claudia Cardinale

Vanessa Hessler

“Con tutti questi fratelli sono cresciuta come un maschiaccio”

Claudia Pandolfi (effettivamente)

D: “D’altra parte più volte si è definita un maschiaccio”.

R: “Sì: come indole, per come mi muovo, per come mi relaziono con gli altri. Negli stereotipi, maschio vuol dire un duro e io a volte sono un po’ aggressiva. Questo mi porta a dire che sono meno femmina. Una, spesso, la femmina la fa perché è abituata a farla. Ma poi cresci e impari delle cose: a volte un atteggiamento meno femminile è più utile”

Violante Placido

D: “Raccontaci la Violante bambina”.

R: “Ero un po’ un maschiaccio, con un forte senso di avventura ed il desiderio di mettermi sempre in gioco, di scappare e di buttarmi nei fossi. Oggi ho scoperto quanto è importante per me la relazione con i bambini: ogni mattina hanno uno sguardo di meraviglia e purezza, di contatto con quello che li circonda, con il presente. Quello stesso presente che, a volte, noi dimentichiamo di vivere”.

Violante Placido

Violante Placido

Ilary Blasi

“Luca e Paolo si sono presi un anno sabbatico. Mi hanno massacrata ma ho imparato tanto con loro, non sono un tipo permaloso, sono un maschiaccio”.

Alessia Marcuzzi

«Dentro mi sono sempre sentita un po’ maschiaccio. Sono io, nella coppia, quella che, quando si sente fare la classica domanda sul matrimonio e i figli, svicola».

Alessia Marcuzzi

Alessia Marcuzzi

Vittoria Puccini

D: “Signora Puccini, come vive la seduzione?”

R: “”Sono un disastro, una vera incapace. Mi vesto come un maschiaccio: jeans, maglietta, camicie larghe. Oso solo nelle situazioni ufficiali: tacco alto, abito trasgressivo e make-up appena pronunciato”.

Zoe Saldana

“attrice diventata popolarissima con “Star Trek” e “Avatar“, dove interpreta il ruolo di Neytiri, principessa dei Na’vi, ammette di essere un maschiaccio”

MA SOPRATTUTTO:

Belen Rodriguez :   “Ho il seno rifatto ma sono un maschiaccio”

Belen Rodriguez

Belen Rodriguez

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Un mondo di ottimisti

Il mondo si divide, pare, tant’è che si dice sempre che il mondo si divide in: chi mangia carboidrati-chi non, chi lascia-chi si fa mollare, chi usa Microsoft-chi Apple, chi adora la Bignardi e chi la odia e via dicendo.

Ma voi invece credete per davvero che il mondo si divida in così e cosà?

In questo mondo di persone diverse, ci sono ANCHE , persone che possiamo chiamare “illuse”.

Gli illusi per esempio son quelli che pensano che Kate Moss dopo che è andata in rehab abbia realmente smesso di farsi la qualsiasi e poi anche quelli che pensano che Berlusconi dopo le prime intercettazioni pubblicate in tutti i luoghi e tutti i laghi abbia smesso di far festa come fa lui.

Kate Moss e John Galliano 5 Febbraio 2011

Ma non è che la gente cambi così come se niente fosse. Cioè cambia, ma cambia a muzzo in cose mica importanti. Per esempio cambia il modo di portare i capelli e cambia altre volte la macchina, il genere di musica, cambia fidanzato, oppure smette di uscire tutte le sere, oddio a volte smette di fumare, ma proprio cambiare radicalmente su due piedi perché lo dicono “glialtri” o perché capisce qualcosa di misteriosamente nuovo ed illuminante come la Claudia Koll per dire è cosa rara e poi a dirla tutta, è qualcosa di importante?

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Great Magazines Think Alike?

Oggi Repubblica.it pubblica una gallery dal titolo ” Le star a jeans stracciati ” qui con le stesse identiche foto dell’altra gallery di foto pubblicata oggi dal mio amato corriere.it qui dal titolo ” I jeans delle star? Tutti strappati “ .

Non può essere classificata come semplice e inutile coincidenza.

Poi sinceramente mica pensavo questa mattina che i jeans strappati potessero identificare un qualche soprattutto nuovo fenomeno di costume, talmente attuale e originale da comparire su (non uno ma) ben due quotati magazine online.

Le star a jeans stracciati - la Repubblica

Quasi quasi prendo la forbice e me li faccio da me dei jeans strappati tutti stilosi anvedi.

Comunque quella della foto è Elle Macpherson quella che tutte le volte che dicono o scrivono il nome i giornalisti dicono che è the body per via della fisicata, tipo Fabio Volo che faceva il panettiere, Tom Cruise che fa parte di Scientology, Lory Del Santo che le è morto il figlio cadendo dal grattacielo che poi la canzone Tears of Heaven, Scarlett Johansson che è la musa di Woody Allen, Tiziano Ferro che era in realtà obeso e pesava 111 chili da cui poi il suo cd eccetera. Tutti scoop, cose-che-non-si-sapevano meno male che ci sei tu giornalista che ce lo dici.

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Chissà quante persone stanno nominando Audrey Tautou proprio ora (una quasi cit.)

Magari solo io.

Pensavo a questo abito che ha indossato a una prima(quella di Roma) del film su Chanel “Coco avant Chanel”.

Audrey Tautou con abito Phillip Lim

Ecco l’abito è ora disponibile su yoox, qui  ed è proprio lui. (Sulla rete lo danno di Miu Miu ma a me pare proprio lui anche dalla cucitura vai a capire questi qui si copiano tra di loro)

Abito Phillip Lim su Yoox

Aspetto che Federico Marchetti lo sconti di quel 40 per cento tipo anche se so già che arriverà un’altra prima di me che i soldi li caga e che se lo compra e ci fa le foto.

Poi un’altra cosa, questo pezzo qua di Alta Fedeltà che è la cosa (per me) che fondamentalmente rende rilevante il libro e il film, quando cioè lui chiede a Laura (che l’ha mollato e lui ci sta male eccetera) se è già andata a letto con Ian e le cose vanno così:

(…)

« No, Rob, non va affatto bene. Non va niente bene. È tutto una merda. »
« Ma passerà, vedrai. »
Scuote la testa, scettica. « Sono troppo stanca per questi ragionamenti, adesso. Lo so che forse è chiederti troppo, ma non andresti giù al pub a bere qualcosa con Dick e Barry mentre io qui sistemo un po’ le mie cose? Ho bisogno di pensarci, mentre lo faccio, e non posso pensare con te qui. »
« Non c’è problema. Ma posso farti una domanda? »
« Ok. Una. »
« Sembrerà stupido. »
« Non preoccuparti. »
« Non ti piacerà. »
« Dillo e basta. »
« È meglio? »
« Cosa? Cosa è meglio? »
« Beh, il sesso, immagino. Il sesso con lui, è meglio? »
« Dio santo, Rob. Davvero è questo che ti preoccupa? »
« Sì, naturale. »
« E credi che farebbe differenza in un modo o nell’altro? »
« Non lo so. » E davvero non lo so.
« Beh, la mia risposta è: non lo so neanch’io. Non l’abbiamo ancora fatto. »
Davvero?
« Mai? »
« No. Fin qui, non me la sono sentita. »
« Ma nemmeno prima, quando viveva al piano di sopra? »
« Oh, mamma mia, no. Vivevo con te allora, non ricordi? »
Mi sento un po’ in imbarazzo e non dico niente.
« Abbiamo dormito insieme, ma non abbiamo fatto l’amore. Non ancora. Però voglio dirti una cosa, con
lui il dormire è meglio. »
Sì! Sì! Che notizia fantastica! Mister Sessanta Minuti non ha ancora fatto partire il suo cronometro!
Bacio Laura sulla guancia e volo al pub da Dick e Barry. Mi sento come nuovo, anche se hon un vero e proprio Uomo Nuovo. Mi sento così meglio, che piglio e vado dritto a letto con Marie. (…)

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Fame famelica – un racconto

Si era seduto su un divanetto che stava vicino alle porte aperte del balcone.

Da li poteva sentire l’aria che entrava fresca ed inodore da fuori. Sentiva la camicia muoversi con l’aria e capiva che il sudore che la bagnava si sarebbe asciugato in fretta.  Guardava tutte quelle persone divertite li dentro dal basso che poi il fatto di stare lui seduto, su un altro piano di altezza e loro li alti a parlare, lo faceva sentire una persona migliore.

Aveva raccolto insieme le mani e aspettava che fosse ora di finire.

Pensava a quello che lei gli aveva detto poco prima quando lui, impaziente di andare via, le aveva chiesto “Possiamo andare adesso no?” e lei divertita e ubriaca avevo risposto “So che puoi smettere di essere come sei” .

Si alzò e bevve due bicchieri di vino tutti d’un sorso, uno dopo l’altro. Salutò con la mano lei, e prese l’uscita  attraversando l’atrio e odiando sempre di più quelle facce sconosciute.

Ma dopotutto perché?

Sapeva che era ingiusto pensare una cosa così stupida.

Ma intanto era già uscito e stava tornando a casa a piedi.

Così, camminando velocissimo come se stesse navigando con le gambe sui marciapiedi senza mica fare un passo dopo l’altro, pensava all’universo e a quanto sarebbe stato felice di accendere la televisione arrivato a casa e di vedere un documentario sull’universo e sui buchi neri per esempio.

Pensava anche a quello che era rimasto nel frigorifero, avrebbe voluto mangiare con foga.

Pensava poi a quei ponti immensi che vedi in autostrada, quelli sospesi tra le montagne, quelle megastrutture una sopra l’altra che sono talmente grandi da far pensare “ma com’è mai possibile che delle persone possano aver costruito una cosa di quella taglia, cose così complicate?”.  Quello era un pensiero alienante, come le stelle per Pirandello si diceva.

Arrivò a casa, aprì il frigorifero e trovò un pezzo di formaggio pecorino, impachettato in una busta di plastica che aderiva perfettamente alla forma che tagliò col coltello.

E così lo teneva in mano e prese anche un pezzo di pane. Accese la televisione con le mani sporche di unto e di briciole.

C’era un documentario sull’alfabetizzazione nel dopo guerra.

Andava molto bene pensò.

Essere così euforico, euforico senza motivo si capisce,  gli fece venire voglia di bere qualcosa di alcolico proprio perché era già brillo e pieno di idee e allora prese il vino rosso che era rimasto aperto nel frigorifero e si riempì il bicchiere e guardò il documentario, con il volume basso. Guardava i volti di quelle persone che poi erano ragazzini giovani che sembravano proprio vecchi e che parlavano un cattivo italiano.

Poi guardò il formaggio, che era un formaggio mediamente stagionato.

Lo stava finendo, e vedeva l’impronta dei suoi denti ben definita sul pezzo mancante che aveva appena mangiato.

Lo avvicinò al viso e vide che i denti di sotto erano più storti dei denti di sopra che sembravano bene allineati. Il formaggio gli faceva tornare in mente idee familiari e mai pericolose.

Così, stanco, si lavò i denti e si distese. Ci mise poco ad addormentarsi con il formaggio che galleggiava morbido nello stomaco e che con il vino creava una naturale acidità che amara saliva in gola.

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