Archivio mensile:maggio 2012

Paola Barale e’ una donna socialmente impegnata

Almeno un tempo si davano un tono in queste foto di cose di charity come direbbe Rossano Rubicondi.

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I post dei blog dell’internet

Ho in programma un super post definitivo sulla pancia piatta (una cosa fatta bene con un casino di fotine), poi anche su Xfactor USA, sui matrimoni e questione soldi, sulla Paola Barale ma anche su Silvia Toffanin, sulle donne fighe sopravvalutate e sulle donne supreme che preferisco e mi faccio un elenco definitivo.

Volendo poi potrei anche scrivere della collezione di Zara che secondo me insomma quest’anno che non mi ha ancora prodotto una tutina (chiamasi Jumpsuit per gli esperti) nero pantaloncino corto fatta bene, del fatto che Nanni Moretti si è messo con una ragazza più giovane, molto fine e molto magra, bionda e che si occupa di arte  e alta che ha indossato Etro a Cannes (e chi altri), del fatto che poi hanno iniziato a parlare del fatto che Santamaria Caludio fa sangue (si certo un po’ più tardi no?) e che io effettivamente l’ho scoperto con il film “Ma quando arrivano le ragazze?” di Pupi Avati (molto carino il film che ho visto nella mia ex casa sotto-MoleAntonellianesca con la mia amica M.) con lui appunto, Vittoria Puccini (la sua ragazza ora, dopo che si è mollato dalla  Delfina Delettrez e discendente Fendi, ragazza col viso strano e troppa matita per gli occhi e  creatrice di linea di gioielli discutibilissima), e Paolo Briguglia (anche in Basilicata Coast to coast).

Lei nel film si sposa con Paolo Briguglia e gli fa le corna (una volta o forse due)  con Santamaria e io quando ho visto il film sapevo di per certo che piaceva di più (e di brutto) il tipo Santamaria (tant’è che Avati l’ha scelto per il personaggio del bello e dannato) e io invece, come con Beverly Hills quando cioè preferivo di gran lunga Brandon a Dylan (a quasi tutte piaceva Dylan, le altre volevano piuttosto David Silver ma non Brandon – vai a capire), preferivo Briguglia a Santamaria (son passati 6 anni tranquillamente) e lo sapevo che era normale preferire Santamaria. E come spesso, ho questa sensazione, che un po’ piace e un po’ no perché alla fine dei conti a cosa serve sapere una cosa (di questo genere) prima che la sa un altro?

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Belle coppie (e belle copie)

Ho visto questa foto e stavo per commuovermi, Tom Cruise e la Kidman insieme?!Invece niente, e’ solo Mathew McConaughey, che con quella faccia li sembra ancora più Tom Cruise di Tom Cruise. Il tempo che fu’, si stava meglio quando si stava peggio,mi manchi di Fausto Leali ma anche Missing you di Tina Turner. (Notare come le tiene la mano, mi vengono le farfalline nello stomaco)

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Cose di vestiti

– PUCCI PUCCI  –  In occasione del Festival del CInema di Cannes, l’ex moroso di Jenny from the block, Sean Combs Puff Daddy ha ospitato un pò di gente che conta per davvero sul suo yacht.

Alla Boum ha partecipato, tra gli altri, anche Kim Kardashian che indossava un abito di Pucci che aveva a sua volta indossato Gwyneth Paltrow per l’ultima edizione degli Emmy Awards  suscitando non poca curiosità/critiche riguardo alla sua scelta visto la trasparenza (evidente) del vestito(lei ha affermato di aver notato solo arrivata sul red carpet).

Il vestito non è semplice da indossare per la perfetta Gwyneth (che comunque secondo me sta bene checché ne abbiano detto) , figurarsi per una modella di Botero come la Kim.

Ecco le foto. Orrore.

Kim Kardashian in Pucci

Gwyneth Paltrow in Pucci

– RHIANNA PER ARMANI JEANS – Rhianna ha realizzato una capsule collection (lo so, mi ripeto, ma mi fa troppo ridere questa cosa della capsule collection, mi viene in mente la supposta della tachipirina chissà come mai) per Armani Jeans. Ci tenevo ad informarvi di questa collaborazione che detto con due parole due, fa cagare.

Ecco le foto.

– I VESTITI CADONO BENE QUANDO SEI MAGRA – a proposito della collaborazione tra Giorgio e Rhianna, stavo guardando questo schizzo, è vero che è solo uno schizzo che poi la realtà è un’altra, però bah lo stesso no?

Così i vestiti cadono un pò troppo, diciamo pure che rischiano di cadere pe’ tera.

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L’uomo lo rendi migliore se gli fai vedere com’è (messo male)

– DUKAN –  Parlare di Dukan fa tendenza cioè dukan qui, dukan li, vai a capire le mode a volte. Io ne parlo per sollevare il problema bresaola; a mio modesto parere se una mangia tutta quella bresaola appena ha fame come is supposed to be secondo le indicazioni di Pierre con la quantità di sale e conservanti ivi contenuti , le viene una ritenzione idrica che nemmeno Mischa Barton in quella famosissima foto (che poi secondo me era pure fotoshoppata per renderla ancora più piena di cellulaite/stronzi). Pertanto petti di pollo alla griglia e pesce etc si ma bresaola con riserva.

– IT GIRL – sull’abuso del termine It-girl e sulla prevedibilità, la noia e il nonsenepuo’piu’ismo  dell’elenco delle cose automaticamente legate a questa parola come l’abito anni venti comprato a Noho e le scarpe di Brian Atwood indossate – pensa un po’ – con la borsa di pelle di struzzo di Hermès della nonna (chi non ha la nonna che possiede la borsa in pelle di struzzo di Hermès dopotutto?), sulle origini miste perché nate a Rio De Janero da padre franco/indonesiano da cui hanno preso l’amore per l’arte e madre israelo/russa da cui hanno preso l’altezza e della loro vita fotogenica, un’esistenza fatta di mercatini colorati con la frutta e lo zenzero e le macadamie e i  manghi, sulla rubrica di Style.it e su quella di Grazia.it e sull’illusione che esse mangino gli hamburger giganti che fotografano con l’instagram tutti interi  e sulla capacità di far credere ancora che la vita di qualcun’altra può essere perfetta bisogna scrivere un altro libro .

– KASABIAN –  gruppo inglese preferito dal mio Gallagher preferito, Noel, hanno fatto questo bel pezzo che si chiama Goodbye kiss che è una specie di ballata (che amo particolarmente) dove si parla di uno ( di loro probabilmente ) che si lascia dalla fidanzata storica perché oramai è finito l’amore, dice forse per colpa del fatto che son diventati rockstar . Il testo l’ha scritto Sergio Pizzorno quello dei Kasabian alto con i capelloni. E ho pensato poi che strano che tutti questi  italo inglesi (prima generazione nata li mica la centonovantesima) non parlino una cippa di italiano mentre quelli nati per dire negli USA (parlo anche qui di prime generazioni) un po’ di italiano lo masticano.  Magari è proprio per colpa della spocchia degli inglesi.

– Giusi Ferré – alla domanda “ Per essere eleganti bisogna essere griffati?” risponde: “Le grandi griffe propongono oramai una moda riferita a una festa che si svolge altrove, lontano da noi”.

– Scrittori Italiani – di solito sono di Torino e fighi (anche se pochi lo sono come Enrico Brizzi –  Bologna e Sandro Veronesi – Prato)

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Cons. Minetti, la saga continua

E anche ieri il Corriere è riuscito a pubblicare l’ennesima galleria fotografica sull’abbigliamento della Consigliera della Regione Lombardia, Nicole Minetti.

Le scarpe borchiate di Nicole Minetti

E’ qualcosa di talmente ripetitivo, noioso e scontato che nemmeno le richieste di dimissioni a Berlusconi da parte di Bersani fino a qualche mese fa e forse nemmeno le raccolte firme di Repubblica. Forse.

(Che poi le scarpe borchiate le aveva già qui, ai ai ai. E comunque il servizio Minetti + borchia l’aveva già fatto poco tempo fa mannaggia, qui).

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