Archivio mensile:luglio 2012

Spread

E così persino io sono arrivata a pensare allo spread.

Ho addirittura capito questa cosa che ci sono degli investitori cattivi, quelli che muovendo i capitali riescono a fare la differenza-e che differenza- che in realtà puntano a farci salire ‘u spread così siamo obbligati a prenderci il contributo salva spread – come la Spagna- dall’Europa e questi qui sono solo che contenti perché alla fine ci guadagnano sempre loro (noi ci perderemmo ulteriormente dice, e SuperMarioMonti lo sa, dice)

Poi in realtà è molto più complicato e interessante di cosi, robe che sembra tranquillissimamente la trama di un film genere Wall Street  e chiunque si appassionerebbe, ma per queste cose andate a leggervi Il Post.

Lo spread ovviamente mi fa pensare ai soldi che non voglio spendere. Quest’anno, demoralizzata, con i saldi estivi ho comprato quasi niente (gli altri anni invece grazie a Silvio quante cose che mi sono comprata) perché, insomma, il debito pubblico, il default eccetera fa capire una volta per tutte come diceva qualcuno  – dimmene una qualsiasi e va bene perché l’hanno detto quasi tutti- che tutto è materiale, che alla fine da grande capirai e alla fine se orange is the new black e spring is the new summer e nolan è the new “regista coi contro cazzi”, ed evidentemente Elio Germano the new Valerio Mastandrea (almeno quanto Michael Fassbender è the new Christian Bale)  i soldi sono la nuova (prima-di-tutto) salute .

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Pause pranzo

Alcune hanno la borsetta di Harrods di plastica con i disegnini dei cani bianchi (si chiamano west highland white terrier?)  che tanto mi ricordano l’Ugo cagnolino della mia amica  A Girl in Hong Kong, che contiene il pranzo della pausa pranzo col Tupperware che a sua volta contiene l’insalata di pasta che secondo me quelle paste li son tutte scotte e col tonno.

Queste sono quelle che sono state a Londra con la Ryan Air con partenza alle 5 del mattino da Bergamo Orio al Serio oppure che ci è andata l’amica o l’ex fidanzato, per dire. Le altre invece la busta di cartone azzurra di Douglas che è bella resistente per altro, se no quella di Intimissimi, ultimamente si sta guadagnando delle posizioni anche quella di Tezenis.

 

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L’agosto di Vogue Us e Vogue Paris si chiama Marion Cotillard

Altre due copertine su Vogue, una su Vogue US (agosto) e l’altra su Vogue Paris (sempre agosto), per la mia preferita, Marion Cotillard che sta promuovendo in questo periodo il  film “De rouille et d’os” di Jacques Audiard, presentato a Cannes, del quale hanno parlato molto bene.

Una concomitanza, quella delle due copertine, molto singolare.

Vogue Paris agosto – 2012

Vogue USA Agosto 2012

Prima di queste due copertine ce ne sono state altre.

Vogue Paris – settembre 2010

Vogue USA – Luglio 2010

Vogue USA – Novembre 2009

Quando non è sulle copertine di Vogue è, se possibile, ancora meglio.

Qui con il figlio avuto dall’attore-regista Guillaume Canet (ex marito di un’altra che preferisco- ma mai come la Marion – Diane Kruger, attore di una serie di film, uno dei primi “the Beach” dov’era il ragazzo francese fidanzato con Virginie Ledoyen, e regista del film parecchio carino “Piccole bugie tra amici”). Il bambino ci ha già il fascino da vendere. Brava Marion.

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Prendete e mangiatene tutti

Kim Kardashian ogni tanto indossa cose che costano poco, cose per il popolo, peccato che l’effetto non sia quello delle Olivia Palerme di turno.

 

Kim Kardashian Zara top

Kim Kardashian Zara top

Top Zara

Top Zara

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Great magazines think alike (parte seconda)

Oggi Reubblica pubblica sul portale D di Reubblica un articolo su questa, evidentemente nuova, applicazione per smartphone che dice ” evidenzia gli effetti indesiderati di dieci anni di assunzione di alcol”.

D Repubblica 10 Luglio 2012

Ieri, pubblicava la notizia il DayliMail qui  dove dice appunto che  si tratta di “A chilling new phone app gives users an insight into how they will look after ten years of binge drinking”. Ma tu pensa.

Daily Mail 10 luglio

Con tutte le non-notizie basate sulla fuffa che – studio aperto insegna – si possono scrivere a questo mondo, quelli della reazione di D non riescono neanche un po’ a inventarsi qualcosa di nuovo e sono ridotti a copiare l’ultima delle cagate del Dailymail (ma proprio l’ultimissima) mantenendo stessi testi e stessa identica gallery?

 

 

 

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Se Maometto non va alla montagna, la montagna si sente tutta sola

C’è questo film di James Ivory,  “La figlia del soldato non piange mai”, del ’98 / ’99 , che ho visto quando era uscito in video cassetta.

L’avevo affittata apposta dopo aver visto il trailer mesi prima in televisione e la feci vedere a mia sorella, più grande di me, che quella sera era tristissima. Aveva avuto una discussione terribile con il suo fidanzato dell’epoca (una di quelle storie infinite e scontate  piene di messaggi e sigarette e di regali di mesiversari, San Valentini e altri motivi minori di festeggiare chissà poi perché) ed era rimasta a casa il venerdì sera.

Io le feci vedere il filmettino e strada facendo se l’era dimenticata la tristezza e poi con il tempo è riuscita a liberarsi del ragazzo vivaddio.

Quello che fa di un film, un libro o una musica un bel film, un bel libro, una bella musica, è quella cosa che ti fa perdere per strada, dove non ti ricordi che stavi facendo prima, a cosa stavi pensando, se eri triste o eri felice.

Tu lo vedi, lo senti e se è triste ti fai triste, se è allegro diventi improvvisamente vivace e se è antico hai voglia di antico e se la protagonista è magra hai voglia di far la dieta e se ha la casa bella te la metti in ordine e non succede sempre, succede solo a volte, e non è la scoperta del secolo. E’ solo una possibilità confortante almeno quanto la Somatoline.

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