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Copertine lesbo inspired come se piovesse

Dopo essere apparsa sulla copertina di Vanity Fair Usa, come raccontavo qui ( e ora la stessa intervista nella versione italiana della rivista ma con un titolo urendo, tanto per cambiare , si può dire?) altri due servizi fotografici che ritraggono la nostra eroina preferita.

E’ uscita un’anticipazione delle foto che appariranno nel numero di V magazine di marzo 2013 che ritraggono Kate Moss in alcune pose ‘lesbo inspired’ (sai che novità…) in compagnia di Rihanna.

Rihanna e Kate Moss per V Magazine

Stessa storia per la copertina del patinatissimo “Interview” con una languida Kate Moss che giace di fianco all’amica di sempre Naomi Cambpell.

Qui sono le due modelle che si confidano l’una all’altra, proprio come quell’altro servizio (a mio parere sdolcinato e parecchio irrilevante) di Nicole Kidman e Jennifer Aniston per Harper’s Bazar  .

 

 

Certo che un pò di fantasia in più non sarebbe guastata.

 

 

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Niente di nuovo sotto a ‘sto sole

E c’era Edie Sedgwick e non devo venirvelo a dire io che sapete già, quella figa e di buona famiglia (cose che spesso vanno di pari passo) che va a New York e diventa la musa di Andy Warhol (che poi Warhol con una e in più diventa  guerra del buco e ci starebbe tutto, sotto parecchi punti di vista) e musa in tempi in cui aveva un senso dirlo (non Woody Allen e Scarlett Johansson per intenderci). Lei supremissima in ogni momento e lui viscido e creativo e pazzo come pochi e anche lucidissimo come pochissimi e sopravvalutato (insomma che se ce l’hai in rubrica e lui pure ha in rubrica te, puoi iniziare a tirartela, come poche),che poi fanno un casino di film e altre cose (non sesso per ovvi motivi) insieme e lei lancia un casino di mode, il trucco degli occhi marcatissimo, la calzamaglia senza niente sopra, le cose pelose, gli occhiali enormi eccetera.

Edie Sedgwick

Tra le tante cose che fanno insieme c’è un film che si chiama Ciao!Manhattan dove lei era messa  male per via dell’eroina (si fa per dire). Era nel periodo in cui era perennemente fatta e pesava due chili due, proprio come Kate Moss a Glastonbury per intenderci. Cose da vendere tranquillamente un rene.

Kate Moss a Glastonbury

Tutta questa cosa noiosa per dire che no, non si stanno inventando niente da almeno trent’anni, nemmeno questa Kate qui. E quando dico inventare non dico inventare tout court, ma anche rivisitare, avere fiuto e si, chiaro che è meglio di noi, ma dopotutto meglio di noi per molti versi lo è pure Paola Barale.

Qui sotto un video che qualcuno ha pensato bene di mettere su con la musica dei Pixies con qualche immagine tratta da Ciao!Manhattan  e poi ditemi se ha un senso che ci sia stato un domani.

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L’uomo lo rendi migliore se gli fai vedere com’è (messo male)

– DUKAN –  Parlare di Dukan fa tendenza cioè dukan qui, dukan li, vai a capire le mode a volte. Io ne parlo per sollevare il problema bresaola; a mio modesto parere se una mangia tutta quella bresaola appena ha fame come is supposed to be secondo le indicazioni di Pierre con la quantità di sale e conservanti ivi contenuti , le viene una ritenzione idrica che nemmeno Mischa Barton in quella famosissima foto (che poi secondo me era pure fotoshoppata per renderla ancora più piena di cellulaite/stronzi). Pertanto petti di pollo alla griglia e pesce etc si ma bresaola con riserva.

– IT GIRL – sull’abuso del termine It-girl e sulla prevedibilità, la noia e il nonsenepuo’piu’ismo  dell’elenco delle cose automaticamente legate a questa parola come l’abito anni venti comprato a Noho e le scarpe di Brian Atwood indossate – pensa un po’ – con la borsa di pelle di struzzo di Hermès della nonna (chi non ha la nonna che possiede la borsa in pelle di struzzo di Hermès dopotutto?), sulle origini miste perché nate a Rio De Janero da padre franco/indonesiano da cui hanno preso l’amore per l’arte e madre israelo/russa da cui hanno preso l’altezza e della loro vita fotogenica, un’esistenza fatta di mercatini colorati con la frutta e lo zenzero e le macadamie e i  manghi, sulla rubrica di Style.it e su quella di Grazia.it e sull’illusione che esse mangino gli hamburger giganti che fotografano con l’instagram tutti interi  e sulla capacità di far credere ancora che la vita di qualcun’altra può essere perfetta bisogna scrivere un altro libro .

– KASABIAN –  gruppo inglese preferito dal mio Gallagher preferito, Noel, hanno fatto questo bel pezzo che si chiama Goodbye kiss che è una specie di ballata (che amo particolarmente) dove si parla di uno ( di loro probabilmente ) che si lascia dalla fidanzata storica perché oramai è finito l’amore, dice forse per colpa del fatto che son diventati rockstar . Il testo l’ha scritto Sergio Pizzorno quello dei Kasabian alto con i capelloni. E ho pensato poi che strano che tutti questi  italo inglesi (prima generazione nata li mica la centonovantesima) non parlino una cippa di italiano mentre quelli nati per dire negli USA (parlo anche qui di prime generazioni) un po’ di italiano lo masticano.  Magari è proprio per colpa della spocchia degli inglesi.

– Giusi Ferré – alla domanda “ Per essere eleganti bisogna essere griffati?” risponde: “Le grandi griffe propongono oramai una moda riferita a una festa che si svolge altrove, lontano da noi”.

– Scrittori Italiani – di solito sono di Torino e fighi (anche se pochi lo sono come Enrico Brizzi –  Bologna e Sandro Veronesi – Prato)

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Un mondo di ottimisti

Il mondo si divide, pare, tant’è che si dice sempre che il mondo si divide in: chi mangia carboidrati-chi non, chi lascia-chi si fa mollare, chi usa Microsoft-chi Apple, chi adora la Bignardi e chi la odia e via dicendo.

Ma voi invece credete per davvero che il mondo si divida in così e cosà?

In questo mondo di persone diverse, ci sono ANCHE , persone che possiamo chiamare “illuse”.

Gli illusi per esempio son quelli che pensano che Kate Moss dopo che è andata in rehab abbia realmente smesso di farsi la qualsiasi e poi anche quelli che pensano che Berlusconi dopo le prime intercettazioni pubblicate in tutti i luoghi e tutti i laghi abbia smesso di far festa come fa lui.

Kate Moss e John Galliano 5 Febbraio 2011

Ma non è che la gente cambi così come se niente fosse. Cioè cambia, ma cambia a muzzo in cose mica importanti. Per esempio cambia il modo di portare i capelli e cambia altre volte la macchina, il genere di musica, cambia fidanzato, oppure smette di uscire tutte le sere, oddio a volte smette di fumare, ma proprio cambiare radicalmente su due piedi perché lo dicono “glialtri” o perché capisce qualcosa di misteriosamente nuovo ed illuminante come la Claudia Koll per dire è cosa rara e poi a dirla tutta, è qualcosa di importante?

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Great Magazines Think Alike?

Oggi Repubblica.it pubblica una gallery dal titolo ” Le star a jeans stracciati ” qui con le stesse identiche foto dell’altra gallery di foto pubblicata oggi dal mio amato corriere.it qui dal titolo ” I jeans delle star? Tutti strappati “ .

Non può essere classificata come semplice e inutile coincidenza.

Poi sinceramente mica pensavo questa mattina che i jeans strappati potessero identificare un qualche soprattutto nuovo fenomeno di costume, talmente attuale e originale da comparire su (non uno ma) ben due quotati magazine online.

Le star a jeans stracciati - la Repubblica

Quasi quasi prendo la forbice e me li faccio da me dei jeans strappati tutti stilosi anvedi.

Comunque quella della foto è Elle Macpherson quella che tutte le volte che dicono o scrivono il nome i giornalisti dicono che è the body per via della fisicata, tipo Fabio Volo che faceva il panettiere, Tom Cruise che fa parte di Scientology, Lory Del Santo che le è morto il figlio cadendo dal grattacielo che poi la canzone Tears of Heaven, Scarlett Johansson che è la musa di Woody Allen, Tiziano Ferro che era in realtà obeso e pesava 111 chili da cui poi il suo cd eccetera. Tutti scoop, cose-che-non-si-sapevano meno male che ci sei tu giornalista che ce lo dici.

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Anna quella vestita sempre strana

Su un conosciutissimo blog che non sto a citare, hanno pubblicato questa foto di Anna Dello Russo (la prima) che poi è stata pubblicata con qualche piccola modifica sul blog della Dello Russo.

Ovviamente nel blog della Anna le ginocchia sono molto più liscie e “senza rughe”, il che ci può anche stare.

E’ il suo senso delle priorità che mi incuriosisce, cioè, che te ne importa di due rughe sulle gambe (che oggettivamente sono due gambe da paura tenendo conto dell’età) quando hai la faccia come il culo?

 

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