Archivi categoria: ricchi e poveri

Dimenticarle tutte perché ne succede di ogni

Mi sono quasi dimenticata tutti i titoli di quelle canzoni da tirare giù, questa no.

Poi pensavo al fatto che la Lennox ha una figlia, Tali Lennox  che fa la modella e che nella vita quindi è una che è figlia di una famosissima pop star e poi è bellissima e viaggia un casino e fa morire di invidia una serie di ragazze che fino a due secondi prima di incontrarla si sentivano delle fighe giusto perché in un aeroporto, chissà se ecco la figlia di Annie si ascolta Honestly con una malinconia qualsiasi.

Vuoi che una come lei abbia la malinconia come la nostra?

Poi, voglio dire, a sapere che esiste qualcun’altra al mondo e che non fa mica la sua vita, che non è come lei, pensa la desolazione che deve provare, onestamente, all’idea che esista qualcuno con una vita ordinaria e pure grata anche solo di esistere, come la nostra.

Una fermata del treno in campagna, chissà che vita di merda. Ma noi lo sappiamo, vero, che anche li ne succede di ogni (come ad Arcore)?

Tali Lennox

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Spread

E così persino io sono arrivata a pensare allo spread.

Ho addirittura capito questa cosa che ci sono degli investitori cattivi, quelli che muovendo i capitali riescono a fare la differenza-e che differenza- che in realtà puntano a farci salire ‘u spread così siamo obbligati a prenderci il contributo salva spread – come la Spagna- dall’Europa e questi qui sono solo che contenti perché alla fine ci guadagnano sempre loro (noi ci perderemmo ulteriormente dice, e SuperMarioMonti lo sa, dice)

Poi in realtà è molto più complicato e interessante di cosi, robe che sembra tranquillissimamente la trama di un film genere Wall Street  e chiunque si appassionerebbe, ma per queste cose andate a leggervi Il Post.

Lo spread ovviamente mi fa pensare ai soldi che non voglio spendere. Quest’anno, demoralizzata, con i saldi estivi ho comprato quasi niente (gli altri anni invece grazie a Silvio quante cose che mi sono comprata) perché, insomma, il debito pubblico, il default eccetera fa capire una volta per tutte come diceva qualcuno  – dimmene una qualsiasi e va bene perché l’hanno detto quasi tutti- che tutto è materiale, che alla fine da grande capirai e alla fine se orange is the new black e spring is the new summer e nolan è the new “regista coi contro cazzi”, ed evidentemente Elio Germano the new Valerio Mastandrea (almeno quanto Michael Fassbender è the new Christian Bale)  i soldi sono la nuova (prima-di-tutto) salute .

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Prendete e mangiatene tutti

Kim Kardashian ogni tanto indossa cose che costano poco, cose per il popolo, peccato che l’effetto non sia quello delle Olivia Palerme di turno.

 

Kim Kardashian Zara top

Kim Kardashian Zara top

Top Zara

Top Zara

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L’uomo lo rendi migliore se gli fai vedere com’è (messo male)

– DUKAN –  Parlare di Dukan fa tendenza cioè dukan qui, dukan li, vai a capire le mode a volte. Io ne parlo per sollevare il problema bresaola; a mio modesto parere se una mangia tutta quella bresaola appena ha fame come is supposed to be secondo le indicazioni di Pierre con la quantità di sale e conservanti ivi contenuti , le viene una ritenzione idrica che nemmeno Mischa Barton in quella famosissima foto (che poi secondo me era pure fotoshoppata per renderla ancora più piena di cellulaite/stronzi). Pertanto petti di pollo alla griglia e pesce etc si ma bresaola con riserva.

– IT GIRL – sull’abuso del termine It-girl e sulla prevedibilità, la noia e il nonsenepuo’piu’ismo  dell’elenco delle cose automaticamente legate a questa parola come l’abito anni venti comprato a Noho e le scarpe di Brian Atwood indossate – pensa un po’ – con la borsa di pelle di struzzo di Hermès della nonna (chi non ha la nonna che possiede la borsa in pelle di struzzo di Hermès dopotutto?), sulle origini miste perché nate a Rio De Janero da padre franco/indonesiano da cui hanno preso l’amore per l’arte e madre israelo/russa da cui hanno preso l’altezza e della loro vita fotogenica, un’esistenza fatta di mercatini colorati con la frutta e lo zenzero e le macadamie e i  manghi, sulla rubrica di Style.it e su quella di Grazia.it e sull’illusione che esse mangino gli hamburger giganti che fotografano con l’instagram tutti interi  e sulla capacità di far credere ancora che la vita di qualcun’altra può essere perfetta bisogna scrivere un altro libro .

– KASABIAN –  gruppo inglese preferito dal mio Gallagher preferito, Noel, hanno fatto questo bel pezzo che si chiama Goodbye kiss che è una specie di ballata (che amo particolarmente) dove si parla di uno ( di loro probabilmente ) che si lascia dalla fidanzata storica perché oramai è finito l’amore, dice forse per colpa del fatto che son diventati rockstar . Il testo l’ha scritto Sergio Pizzorno quello dei Kasabian alto con i capelloni. E ho pensato poi che strano che tutti questi  italo inglesi (prima generazione nata li mica la centonovantesima) non parlino una cippa di italiano mentre quelli nati per dire negli USA (parlo anche qui di prime generazioni) un po’ di italiano lo masticano.  Magari è proprio per colpa della spocchia degli inglesi.

– Giusi Ferré – alla domanda “ Per essere eleganti bisogna essere griffati?” risponde: “Le grandi griffe propongono oramai una moda riferita a una festa che si svolge altrove, lontano da noi”.

– Scrittori Italiani – di solito sono di Torino e fighi (anche se pochi lo sono come Enrico Brizzi –  Bologna e Sandro Veronesi – Prato)

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Bryan Ferry, essere ricchi, essere belli, fare sesso

Qualche mese fa era uscita la pubblicità della collezione Marni for H&M, della quale avevo brevemente scritto qui.

Nel descrivere l’idea della pubblicità, Sofia Coppola aveva detto : Com’è nato il progetto? Come si è evoluto? (…) nel filmato dovevano esserci una tenda, musicisti e Bryan Ferry in smoking. Nel video ho cercato di riprodurre tutta quell’eleganza».

Per la colonna sonora ha usato Avalon, di Bryan Ferry. «Il brano mi è venuto in mente subito, e l’ho tenuto presente per tutto il tempo in cui ho scritto. Ho buttato giù una pagina, con le scene e le inquadrature, e mentre scrivevo lo ascoltavo. Avalon crea immediatamente quell’atmosfera di mondo da sogno, sofisticato, di mistero. Mentre giravamo le scene era in sottofondo».

Non so se sia riuscita realmente a fare quello che aveva in mente, questo video che usa la medesima canzone, Avalon, si.

Avalon è una canzone di Bryan Ferry. Bryan Ferry è quel cantante che sta al sesso almeno quanto il sedere di Belen sta al pataloncino sgualcito di quell’edizione dell’Isola dei Famosi.

Bryan Ferry è quello di Slave to Love. Slave to love è quella canzone di 9 settimane e mezzo che è quel film di questo e questo.

Questa canzone, questo video, queste persone stanno ai soldi almeno quanto luglio stia ai saldi di fine stagione e Mara Carfagna alle palpebre spalancate così.

Quasi sempre quelli sfondati di soldi son pure belli e anche intelligenti, son statistiche.

Quelli che son belli, intelligenti coi soldi trombano di più.

Sovente, gente di questo tipo, vive momenti belli, belli come son loro.

Il video è riuscitissimo.

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