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My story is much too sad to be told

But practically everything leaves me totally cold.

E’ l’inizio di “I get a kick out of you” di Cole Porter. Ma non è questo il punto.

Il punto sono le canzoni che conosco e che  dovrò rimettere in ordine prima o poi su questo pc.

C’è una canzone per tutto. Tu dimmi un argomento più o meno articolato e io ti trovo la canzone giusta per quella roba li.

E nei momenti decisivi quando succede davvero qualcosa che poi uno si ricorda per un motivo o per l’altro io tac mi viene in mente la canzone che c’entra con quella cosa li tipo soundtrack.

E come me ce ne sono tantissimi e tutti quelli che sono ossessionati da qualcosa, ma soprattutto con la musica, sono convinti di conoscere loro le cose più belle o le più sconosciute-e-fantastiche eccetera. Tant’è che poi parli con qualcuno che (oh!) pure lui a-d-o-r-a i Doves o anche i Mazzy Star e pensa un pò anche gli Elbow (wow). Quando lo conosci diventa tuo amico se ha ancora i brufoli e una certa tendenza ad emozionarsi a prescindere e diventa invece quello per cui perdere più avanti la testa se è quel genere di ragazzo che prepara cd bellissimi ma peccato che lo faccia poi con altre tre o quattro contemporaneamente. Ma dopotutto noi non siamo “Jealous” come il tipo di  Sinead O’Connor e “I did not believe the information I just had to trust imagination” come dice Peter .

E insomma c’è stato il ventennio anni ’80 e anni ’90 che è stato il ventennio della musica. La musica era proprio la cosa numero uno. Comprare un CD era un’esperienza gratificante, per non parlare del culo che hanno avuto i primi fortunati possessori di masterizzatore (ma qui è un capitolo a parte).

In pratica erano gli anni in cui una buona reputazione musicale era uno dei principali elementi di fitness inteso come successo riproduttivo. Era, se non l’arma principale, una delle armi a disposizione di un qualsiasi adolescente x per la conquista delle femmine. Le ragazze scrivevano lettere, i maschi facevano compilation.

Questi di seguito sono i cd che praticamente tutti i nati nei primi anni ottanta (di media e non tamarra educazione musicale) hanno, se non posseduto in vista sulla mensola sopra il letto singolo della cameretta, almeno avuto nella tasca superiore dello zaino per darlo indietro al legittimo proprietario, persona di solito molto ottimista perché si sa che i cd come i libri raramente tornano indietro (soprattutto se non hanno colpito perché proprio per questo motivo uno si dimentica di averli ancora) :  MTV Unplugged dei Nirvana, So far so good di Bryan Adams, Bury the hatchet dei The Cranberries, i vari Jovanotti e Carboni, Californication di Red Hot Chili Peppers, The Score dei Fugees ma  anche The Miseducation of Lauryn Hill, Left of the Middle di Natalie Imbruglia, Play di Moby, Ok Computer di Radiohead, “The fat of the land” dei Prodigy, Colonna sonora di Forrest Gump e via dicendo.

Cos’è cambiato? Che MTV (che Dio la benedica che trasmette Girls, telefilm stupendo) non se lo caga più nessuno.

E’ molto più probabile incrociare per strada una ragazza che dice a un’altra ragazza “oh, hai visto il pantalone cerato con le borchie bordeaux da zara” piuttosto che “Oh hai sentito l’ultimo album dei Killers?”.

In pratica quella che era prima la reputazione musicale per beccare è diventata (per mille) la reputazione fashion delle ragazzine per beccare o per semplicemente far vedere ad altre ragazze che sono meglio. Che poi è un pò quello che facciamo tutti nella vita come attività principale, far vedere che noi siamo meglio. Ed è tremendamente odioso generalizzare così ma almeno un pò questa moda di cui tutti parliamo su questi blog tutti i santi giorni sotto mille prospettive diverse e gratis ha coperto e sta coprendo degli spazi di quotidianità che prima erano rivolti ad altro e non è che sia giusto o sbagliato è semplicemente un dato di fatto e ben venga in un paese come il nostro dove si producono più belle borse che belle canzoni.

Detto ciò vi consiglio due blog (che probabilmente conoscete già) che parlano (e bene) di musica; sono http://latuafottuta.wordpress.com/ e Indie For Bunnies che è un vero è proprio sito più che un blog.

Prima di andare un’unica domanda, ma anche a voi da fastidio questa cosa che qualsiasi canzone che non sia chiaramente pop oppure chiaramente rock sia necessariamente indie? Sono tutti gruppi Indie?

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Niente di nuovo sotto a ‘sto sole

E c’era Edie Sedgwick e non devo venirvelo a dire io che sapete già, quella figa e di buona famiglia (cose che spesso vanno di pari passo) che va a New York e diventa la musa di Andy Warhol (che poi Warhol con una e in più diventa  guerra del buco e ci starebbe tutto, sotto parecchi punti di vista) e musa in tempi in cui aveva un senso dirlo (non Woody Allen e Scarlett Johansson per intenderci). Lei supremissima in ogni momento e lui viscido e creativo e pazzo come pochi e anche lucidissimo come pochissimi e sopravvalutato (insomma che se ce l’hai in rubrica e lui pure ha in rubrica te, puoi iniziare a tirartela, come poche),che poi fanno un casino di film e altre cose (non sesso per ovvi motivi) insieme e lei lancia un casino di mode, il trucco degli occhi marcatissimo, la calzamaglia senza niente sopra, le cose pelose, gli occhiali enormi eccetera.

Edie Sedgwick

Tra le tante cose che fanno insieme c’è un film che si chiama Ciao!Manhattan dove lei era messa  male per via dell’eroina (si fa per dire). Era nel periodo in cui era perennemente fatta e pesava due chili due, proprio come Kate Moss a Glastonbury per intenderci. Cose da vendere tranquillamente un rene.

Kate Moss a Glastonbury

Tutta questa cosa noiosa per dire che no, non si stanno inventando niente da almeno trent’anni, nemmeno questa Kate qui. E quando dico inventare non dico inventare tout court, ma anche rivisitare, avere fiuto e si, chiaro che è meglio di noi, ma dopotutto meglio di noi per molti versi lo è pure Paola Barale.

Qui sotto un video che qualcuno ha pensato bene di mettere su con la musica dei Pixies con qualche immagine tratta da Ciao!Manhattan  e poi ditemi se ha un senso che ci sia stato un domani.

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Essere fighe conta anche quando canti con un passamontagna di lana in testa

Ho seguito poco la vicenda delle Pussy Riot.

Sono riuscita a guardarmi su You Tube il video della performance incriminata e poco altro.

Ho visto poi parecchie foto e sono rimasta colpita dalla bellezza della “Pussy” mora, caschetto e labbra alla Scarlett Johansson (anzi meglio della Scarlett).

Poi oggi ho cercato di ricordarmi le facce delle altre pussy e niente.

Ecco qui le altre.

Pussy RIot

E’ che se uno pensa Pussy Riot, prima di pensare a quell’immagine di loro che cantano col passamontagna colorato in testa, prima di pensare a Madonna con la sua schiena da gladiatore con sopra scritto Pussy Riot, prima di pensare al punk, a Putin e a Siouxsie And The Banshees, non può fare altro che pensare a quella bocca li, a quella ragazza col caschetto e il naso all’insù.

Ragazzi è talmente bella che sembra una cosa improbabile che a una così possa succedere qualcosa di sgradevole. E invece.

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Spread

E così persino io sono arrivata a pensare allo spread.

Ho addirittura capito questa cosa che ci sono degli investitori cattivi, quelli che muovendo i capitali riescono a fare la differenza-e che differenza- che in realtà puntano a farci salire ‘u spread così siamo obbligati a prenderci il contributo salva spread – come la Spagna- dall’Europa e questi qui sono solo che contenti perché alla fine ci guadagnano sempre loro (noi ci perderemmo ulteriormente dice, e SuperMarioMonti lo sa, dice)

Poi in realtà è molto più complicato e interessante di cosi, robe che sembra tranquillissimamente la trama di un film genere Wall Street  e chiunque si appassionerebbe, ma per queste cose andate a leggervi Il Post.

Lo spread ovviamente mi fa pensare ai soldi che non voglio spendere. Quest’anno, demoralizzata, con i saldi estivi ho comprato quasi niente (gli altri anni invece grazie a Silvio quante cose che mi sono comprata) perché, insomma, il debito pubblico, il default eccetera fa capire una volta per tutte come diceva qualcuno  – dimmene una qualsiasi e va bene perché l’hanno detto quasi tutti- che tutto è materiale, che alla fine da grande capirai e alla fine se orange is the new black e spring is the new summer e nolan è the new “regista coi contro cazzi”, ed evidentemente Elio Germano the new Valerio Mastandrea (almeno quanto Michael Fassbender è the new Christian Bale)  i soldi sono la nuova (prima-di-tutto) salute .

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Pause pranzo

Alcune hanno la borsetta di Harrods di plastica con i disegnini dei cani bianchi (si chiamano west highland white terrier?)  che tanto mi ricordano l’Ugo cagnolino della mia amica  A Girl in Hong Kong, che contiene il pranzo della pausa pranzo col Tupperware che a sua volta contiene l’insalata di pasta che secondo me quelle paste li son tutte scotte e col tonno.

Queste sono quelle che sono state a Londra con la Ryan Air con partenza alle 5 del mattino da Bergamo Orio al Serio oppure che ci è andata l’amica o l’ex fidanzato, per dire. Le altre invece la busta di cartone azzurra di Douglas che è bella resistente per altro, se no quella di Intimissimi, ultimamente si sta guadagnando delle posizioni anche quella di Tezenis.

 

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L’agosto di Vogue Us e Vogue Paris si chiama Marion Cotillard

Altre due copertine su Vogue, una su Vogue US (agosto) e l’altra su Vogue Paris (sempre agosto), per la mia preferita, Marion Cotillard che sta promuovendo in questo periodo il  film “De rouille et d’os” di Jacques Audiard, presentato a Cannes, del quale hanno parlato molto bene.

Una concomitanza, quella delle due copertine, molto singolare.

Vogue Paris agosto – 2012

Vogue USA Agosto 2012

Prima di queste due copertine ce ne sono state altre.

Vogue Paris – settembre 2010

Vogue USA – Luglio 2010

Vogue USA – Novembre 2009

Quando non è sulle copertine di Vogue è, se possibile, ancora meglio.

Qui con il figlio avuto dall’attore-regista Guillaume Canet (ex marito di un’altra che preferisco- ma mai come la Marion – Diane Kruger, attore di una serie di film, uno dei primi “the Beach” dov’era il ragazzo francese fidanzato con Virginie Ledoyen, e regista del film parecchio carino “Piccole bugie tra amici”). Il bambino ci ha già il fascino da vendere. Brava Marion.

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