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L’uomo lo rendi migliore se gli fai vedere com’è (messo male)

– DUKAN –  Parlare di Dukan fa tendenza cioè dukan qui, dukan li, vai a capire le mode a volte. Io ne parlo per sollevare il problema bresaola; a mio modesto parere se una mangia tutta quella bresaola appena ha fame come is supposed to be secondo le indicazioni di Pierre con la quantità di sale e conservanti ivi contenuti , le viene una ritenzione idrica che nemmeno Mischa Barton in quella famosissima foto (che poi secondo me era pure fotoshoppata per renderla ancora più piena di cellulaite/stronzi). Pertanto petti di pollo alla griglia e pesce etc si ma bresaola con riserva.

– IT GIRL – sull’abuso del termine It-girl e sulla prevedibilità, la noia e il nonsenepuo’piu’ismo  dell’elenco delle cose automaticamente legate a questa parola come l’abito anni venti comprato a Noho e le scarpe di Brian Atwood indossate – pensa un po’ – con la borsa di pelle di struzzo di Hermès della nonna (chi non ha la nonna che possiede la borsa in pelle di struzzo di Hermès dopotutto?), sulle origini miste perché nate a Rio De Janero da padre franco/indonesiano da cui hanno preso l’amore per l’arte e madre israelo/russa da cui hanno preso l’altezza e della loro vita fotogenica, un’esistenza fatta di mercatini colorati con la frutta e lo zenzero e le macadamie e i  manghi, sulla rubrica di Style.it e su quella di Grazia.it e sull’illusione che esse mangino gli hamburger giganti che fotografano con l’instagram tutti interi  e sulla capacità di far credere ancora che la vita di qualcun’altra può essere perfetta bisogna scrivere un altro libro .

– KASABIAN –  gruppo inglese preferito dal mio Gallagher preferito, Noel, hanno fatto questo bel pezzo che si chiama Goodbye kiss che è una specie di ballata (che amo particolarmente) dove si parla di uno ( di loro probabilmente ) che si lascia dalla fidanzata storica perché oramai è finito l’amore, dice forse per colpa del fatto che son diventati rockstar . Il testo l’ha scritto Sergio Pizzorno quello dei Kasabian alto con i capelloni. E ho pensato poi che strano che tutti questi  italo inglesi (prima generazione nata li mica la centonovantesima) non parlino una cippa di italiano mentre quelli nati per dire negli USA (parlo anche qui di prime generazioni) un po’ di italiano lo masticano.  Magari è proprio per colpa della spocchia degli inglesi.

– Giusi Ferré – alla domanda “ Per essere eleganti bisogna essere griffati?” risponde: “Le grandi griffe propongono oramai una moda riferita a una festa che si svolge altrove, lontano da noi”.

– Scrittori Italiani – di solito sono di Torino e fighi (anche se pochi lo sono come Enrico Brizzi –  Bologna e Sandro Veronesi – Prato)

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Su Angelina Jolie, Gwyneth Paltrow, la dieta e la classe.

Gli ultimi Oscar mi hanno dato la possibilità di vedere due manifestazioni differenti di donne che fanno dieta. Gwyneth Paltrow e Angelina Jolie.

Entrambe hanno in comune almeno cinque cose in questo periodo: sono entrambe attrici molto molto famose di Hollywood che hanno vinto l’oscar (Angelina come miglior attrice non protagonista con “Ragazze interrotte” e Gwyneth migliore attrice protagonista con “Shakespeare in love”), sono mamme (una più e una meno), sono entrambe magre, entrambe sono state (una lo è ancora) fidanzate con Brad Pitt.

Una volta avevo letto questa cosa che scriveva su Max Christian Rocca a Luca Sofri che riassume perfettamente quello che penso io. Diceva: “Caro Luca, ma a uno normale – uno, per capirci, che taglia la pizza partendo dal bordo in direzione mozzarella – può piacere sia Gwyneth Paltrow che Angelina Jolie? Me lo chiedevo ieri sera […]”

Le differenze tra l’una e l’altra sono tante, tantissime, almeno quante sono le differenze tra la Angie e Jennifer Aniston.

A. e G. sono entrambe magre ma in maniera molto differente.

A parità di privazioni, (secondo me la Angie mangia meno ma fa anche meno attività fisica di Paltrow) perché la Paltrow sembra fresca come un fiore di campo agli Oscar e la Angelina invece una poveraccia deperita?

Mettiamola così, è come la danza classica. La bravura della ballerina sta nel non mostrare lo sforzo legato ai movimenti. Le vere ballerine volteggiano leggiadre. Sembra che stiano facendo la cosa più semplice del mondo, una passeggiata, invece non lo è per niente (ovviamente). Tutti noi sappiamo e non la faccio lunga.

Stessa cosa vale per la dieta. Va fatta con stile se no tanto vale. Bisogna capire per tempo quando le braccia stanno diventando due grissinbon da malata di ebola e non due braccia da figa, per correre ai ripari (il colorito, la tonicità etc) . La Gwyneth non ce lo fa vedere il lavoro che sta dietro al suo corpo. Ce lo possiamo immaginare, certo, ma non è palese. Il sacrificio non piace a noi donne, ci prende male, figurarsi al maschio.

Mentre con Angelina vediamo i pasti saltati, i capelli spenti e la mollezza del deperimento,  con Gwyneth vediamo solo la bionda sorridente che ha troppe cose da fare tra shopping, farsi Chris Martin (che io personalmente preferisco a Brad), farsi magari anche Robert Downey Jr. di straforo, andare a Portofino con il padrino Steven Spielberg etc. da rimanere sempre e comunque in forma. Ha pure detto che mangia le patatine fritte e qualsiasi cosa sia fritto e che beve tanta birra. Si certo. Tutto questo perché Gwyneth lo sa, eccome se lo sa, che fa molto figo essere tremendamente fortunata e non tremendamente affamata.

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