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Bryan Ferry, essere ricchi, essere belli, fare sesso

Qualche mese fa era uscita la pubblicità della collezione Marni for H&M, della quale avevo brevemente scritto qui.

Nel descrivere l’idea della pubblicità, Sofia Coppola aveva detto : Com’è nato il progetto? Come si è evoluto? (…) nel filmato dovevano esserci una tenda, musicisti e Bryan Ferry in smoking. Nel video ho cercato di riprodurre tutta quell’eleganza».

Per la colonna sonora ha usato Avalon, di Bryan Ferry. «Il brano mi è venuto in mente subito, e l’ho tenuto presente per tutto il tempo in cui ho scritto. Ho buttato giù una pagina, con le scene e le inquadrature, e mentre scrivevo lo ascoltavo. Avalon crea immediatamente quell’atmosfera di mondo da sogno, sofisticato, di mistero. Mentre giravamo le scene era in sottofondo».

Non so se sia riuscita realmente a fare quello che aveva in mente, questo video che usa la medesima canzone, Avalon, si.

Avalon è una canzone di Bryan Ferry. Bryan Ferry è quel cantante che sta al sesso almeno quanto il sedere di Belen sta al pataloncino sgualcito di quell’edizione dell’Isola dei Famosi.

Bryan Ferry è quello di Slave to Love. Slave to love è quella canzone di 9 settimane e mezzo che è quel film di questo e questo.

Questa canzone, questo video, queste persone stanno ai soldi almeno quanto luglio stia ai saldi di fine stagione e Mara Carfagna alle palpebre spalancate così.

Quasi sempre quelli sfondati di soldi son pure belli e anche intelligenti, son statistiche.

Quelli che son belli, intelligenti coi soldi trombano di più.

Sovente, gente di questo tipo, vive momenti belli, belli come son loro.

Il video è riuscitissimo.

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MARNI FOR H&M – Too cool for comfort

Marni for H&M è già sdoganato (se no le pubblicità di Sofia Coppola a che servono?) almeno quanto Michael Fassbender e Pierfrancesco Favino (tra Acab e altri film è dovunque!)

Ieri hanno presentato a Hollywood, che per me non è nient’altro che quel posto dove ora sta la Saimona Ventura, la “capsule” (dicono quelli che ne sanno) di Marni 4 H&M. QUI LE FOTO.

C’erano la signora chairman(MAN?) di H&M, la stilista di Marni, Sofia Coppola (che aveva i suoi soliti sandali con la zeppa di LV disegnati direttamente da lei. Io VOGLIO QUEI SANDALI perché sono belli persempramente e sembrano parecchio comodi), Milla Jovovich, Wynona Ryder (dimagrita rispetto a quella volta che era vestita Louis Vuitton) e via dicendo.

Ero contenta di questa scelta di H&M, dopo lo schifo di Versace mi sono detta (per quel che me ne frega, cioè quasi zero) “Figo, secondo me con Marni fanno il botto ENTRAMBI”. Win-win. Effettivamente Marni (che tutti noi amici apprezzavamo assai) ha avuto già ancor prima del lancio della linea ciò che si aspettava, più visibilità. Su yoox ci sono un casino di capi, lo vedo citato di più sulle testate giornalistiche (da mo’) insomma è diventata una cosa che è sulla bocca di tutti.

E per un marchio (un BRAND uhh ahh) come il loro è importante. Tante piccole gagnette di tutto il mondo scopriranno che esiste Marni. Ma voi ci pensate? Le Bimbeminkia (termine sdoganatissimo. Oggi su Twitter l’ha citato Enrico Letta. Ho detto ENRICO LETTA non so se mi spiego?!) che se ne vanno in giro con le stampe di Marni e le loro Statement collane. Sticazzi.

Le foto di tutti i pezzi sono già state pubblicate. Io onestamente se devo scindere la mongola che è in me dalla ragazza intelligente (che pure lei è in me) e far scegliere alla seconda, mi comprerei solo la collana. Versione bianca. La tutina (jumpsuit!!) sembra un po’ troppo Missoni o M Missoni quindi no, il completino che ha indossato la Sofia ieri è troppo … come dire… non bello. I vestitini di Lycra con le stampe fanno troppo “Tutto su mia madre”, troppo Barcellona (infatti secondo me li andrà tanto la collezione). Dopo aver visto i pastello, i taffetà, le forme nuove che già ci hanno inculcato nel microcip modaiolo che è dentro di noi, io non riesco a voler sembrare la tappezzeria Almadovariana. No. Ma Marni tranquillo, mi stai simpatico lo stesso, poi scusa ho detto che mi compro la collana hai capito? Magari già che ci sono mi compro qualcos’altro di cui mi pentirò.

Ecco, la moda è quell’industria che un po’ ci fa felici, ma alla fine ci guadagna sempre lei. Noi spendiamo soldi,  viviamo in case striminzite piene di vestiti inutili, compriamo abiti bizzarri che metteremo si e no una volta, regaliamo ad amiche vestiti con ancora l’etichetta perché ci siamo pentiti. La moda è quella cosa che (come i becchini ) gode quando fai un acquisto sbagliato, quello che per te è la MORTE per lei è cash. Ancor di più quando è campionario e no se puede cambiare.

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