Archivi tag: Vittoria Puccini

I post dei blog dell’internet

Ho in programma un super post definitivo sulla pancia piatta (una cosa fatta bene con un casino di fotine), poi anche su Xfactor USA, sui matrimoni e questione soldi, sulla Paola Barale ma anche su Silvia Toffanin, sulle donne fighe sopravvalutate e sulle donne supreme che preferisco e mi faccio un elenco definitivo.

Volendo poi potrei anche scrivere della collezione di Zara che secondo me insomma quest’anno che non mi ha ancora prodotto una tutina (chiamasi Jumpsuit per gli esperti) nero pantaloncino corto fatta bene, del fatto che Nanni Moretti si è messo con una ragazza più giovane, molto fine e molto magra, bionda e che si occupa di arte  e alta che ha indossato Etro a Cannes (e chi altri), del fatto che poi hanno iniziato a parlare del fatto che Santamaria Caludio fa sangue (si certo un po’ più tardi no?) e che io effettivamente l’ho scoperto con il film “Ma quando arrivano le ragazze?” di Pupi Avati (molto carino il film che ho visto nella mia ex casa sotto-MoleAntonellianesca con la mia amica M.) con lui appunto, Vittoria Puccini (la sua ragazza ora, dopo che si è mollato dalla  Delfina Delettrez e discendente Fendi, ragazza col viso strano e troppa matita per gli occhi e  creatrice di linea di gioielli discutibilissima), e Paolo Briguglia (anche in Basilicata Coast to coast).

Lei nel film si sposa con Paolo Briguglia e gli fa le corna (una volta o forse due)  con Santamaria e io quando ho visto il film sapevo di per certo che piaceva di più (e di brutto) il tipo Santamaria (tant’è che Avati l’ha scelto per il personaggio del bello e dannato) e io invece, come con Beverly Hills quando cioè preferivo di gran lunga Brandon a Dylan (a quasi tutte piaceva Dylan, le altre volevano piuttosto David Silver ma non Brandon – vai a capire), preferivo Briguglia a Santamaria (son passati 6 anni tranquillamente) e lo sapevo che era normale preferire Santamaria. E come spesso, ho questa sensazione, che un po’ piace e un po’ no perché alla fine dei conti a cosa serve sapere una cosa (di questo genere) prima che la sa un altro?

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Da piccola ero un maschiaccio

Poi sono diventata la figa che potete vedere.

Io m’immagino l’agente che fa “Tu nel dubbio quando non sai che rispondere di che eri un maschiaccio. Funziona sempre”

Ora copio e incollo dichiarazioni di alcune donne più o meno famose.

Margareth Madé

D:Era già bellissima, la più bella della classe?

R: «Noooo! Mi sentivo una giraffa, alta, magra, piatta in mezzo a tutte le mie compagne con quelle belle forme mediterranee. Nelle foto di classe mi distinguevo sempre, avevo la sensazione di essere brutta, diversa, per niente femminile».

Margareth Madé

Gisele Bündchen

La sua poteva essere la storia di una modella come tante: la ragazzina brava a giocare a pallavolo, che tutti chiamano Olivia perché è alta e magra e che, in gita a San Paolo con le amiche, viene fermata per strada da un talent scout con l’occhio lungo, capace di vedere, dietro quelle ossa fuori scala per una quattordicenne e quel naso con carattere («Odiavo il mio naso, mi sembrava enorme»), una potenzialità da non lasciarsi scappare.

Gisele Bündchen

Gisele Bündchen

Laura Torrisi

Ti hanno definita una modella dal carattere di un maschiaccio..

Laura Torrisi : “Sono stata un maschietto mancato, è la verità, ho l’animo da maschiaccio, mi piacciono gli sport estremi, maschili”.

Laura Torrisi

Laura Torrisi

Jennifer Lawrence

D: “Eppure sembra un tipo deciso e forte. Era così già da bambina?”

R: “Sono nata e cresciuta a Louisville, nel Kentucky. Sono mezza cittadina e mezza campagnola: vicino a casa avevamo una fattoria con molti animali. Da piccola sì, ero molto determinata, quasi testarda. Ho due fratelli maggiori, ma non sono mai stata trattata come la piccolina da proteggere. Anzi, ero un maschiaccio: correvo, saltavo, non stavo mai ferma e adoravo i cavalli”.

Jennifer Lawrence

Jennifer Lawrence

Laura Barriales

“Sono un’ante – seduttrice. Con gli uomini sono un maschiaccio. Per questo piaccio molto anche alle donne”

Laura Barriales

Laura Barriales

Natasha Stefanenko

“Ero abbastanza maschiaccio, questo anche grazie a mio padre, che sin da bambina mi diceva che avrei dovuto difendermi da sola, perché nel momento del bisogno lui non ci sarebbe stato. Ricordo un episodio in particolare: andavo all’asilo e una bambina mi offese, quando lo dissi a mio padre lui mi rispose “Non è un mio problema, questo è un tuo problema. Se sei sicura di avere ragione rispondi o con le parole o fisicamente”. Rimasi spiazzata di fronte a tale risposta, ma a lungo andare mi resi conto che mio padre aveva agito bene. Non mi aspetto mai l’aiuto di nessuno e questo è servito a farmi diventare più forte”.

Mélanie Thierry

D: “Come definirebbe il suo stile?”

R: “Io sono un piccolo maschiaccio. Che però ogni tanto si mette i tacchi alti e cambia di sovente. Posso amare i pizzi di Dolce & Gabbana insieme a qualche capo vintage. Anche se alla fine io sono una donna Isabel Marant: adoro troppo il suo stile”.

Mélanie Thierry

Mélanie Thierry

Keira Knightley (bhe Oddio…)

“Da piccola ero una maschiaccio, non ho indossato gonne fino ai 14 anni. Le odiavo. Invece amo le camicie da uomo”, ha svelato la star, che adesso indossa gli abiti più belli e costosi che siano mai stati creati … un bel cambiamento, non trovate?

Claudia Cardinale

D: “Ci vuole anche un gran carattere per farcela. Si dice che lei metteva in riga chiunque, è vero?”

R: “Ero una pazza, un maschiaccio, facevo a botte con i maschi e prendevo i treni in corsa solo per dimostrare che le donne sono più forti. Il mio credo è sempre stato: se vuoi, puoi. Vale anche ora, è quello che in questi anni mi fa spesso rischiare con opere prime. Lavoro soprattutto con gli esordienti, a maggior ragione in questi anni in cui nel cinema ci sono pochi soldi. Per me è fondamentale la sceneggiatura. Se l’apprezzo, poi, devo incontrare il regista: è il suo sguardo che mi deve convincere, la sua fiducia nel progetto e quella che suscita lui in me”.

Claudia Cardinale

Claudia Cardinale

Vanessa Hessler

“Con tutti questi fratelli sono cresciuta come un maschiaccio”

Claudia Pandolfi (effettivamente)

D: “D’altra parte più volte si è definita un maschiaccio”.

R: “Sì: come indole, per come mi muovo, per come mi relaziono con gli altri. Negli stereotipi, maschio vuol dire un duro e io a volte sono un po’ aggressiva. Questo mi porta a dire che sono meno femmina. Una, spesso, la femmina la fa perché è abituata a farla. Ma poi cresci e impari delle cose: a volte un atteggiamento meno femminile è più utile”

Violante Placido

D: “Raccontaci la Violante bambina”.

R: “Ero un po’ un maschiaccio, con un forte senso di avventura ed il desiderio di mettermi sempre in gioco, di scappare e di buttarmi nei fossi. Oggi ho scoperto quanto è importante per me la relazione con i bambini: ogni mattina hanno uno sguardo di meraviglia e purezza, di contatto con quello che li circonda, con il presente. Quello stesso presente che, a volte, noi dimentichiamo di vivere”.

Violante Placido

Violante Placido

Ilary Blasi

“Luca e Paolo si sono presi un anno sabbatico. Mi hanno massacrata ma ho imparato tanto con loro, non sono un tipo permaloso, sono un maschiaccio”.

Alessia Marcuzzi

«Dentro mi sono sempre sentita un po’ maschiaccio. Sono io, nella coppia, quella che, quando si sente fare la classica domanda sul matrimonio e i figli, svicola».

Alessia Marcuzzi

Alessia Marcuzzi

Vittoria Puccini

D: “Signora Puccini, come vive la seduzione?”

R: “”Sono un disastro, una vera incapace. Mi vesto come un maschiaccio: jeans, maglietta, camicie larghe. Oso solo nelle situazioni ufficiali: tacco alto, abito trasgressivo e make-up appena pronunciato”.

Zoe Saldana

“attrice diventata popolarissima con “Star Trek” e “Avatar“, dove interpreta il ruolo di Neytiri, principessa dei Na’vi, ammette di essere un maschiaccio”

MA SOPRATTUTTO:

Belen Rodriguez :   “Ho il seno rifatto ma sono un maschiaccio”

Belen Rodriguez

Belen Rodriguez

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